Visualizzazione post con etichetta Confronto tra Final Story e Novelle. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Confronto tra Final Story e Novelle. Mostra tutti i post

giovedì 6 maggio 2021

L’EPISODIO DI ROCKSTOWN E LA LETTERA AD ELEANOR BAKER




Quando Albert all'improvviso lascia la casa della Magnolia, dopo aver riacquistato la memoria perduta, Candy cade preda dello sconforto. Ormai da un po’ di tempo, nel romanzo sicuramente da almeno un paio d’anni, vivevano insieme, ora Candy si trova completamente sola e si sente persa. Ha perso non solo un amico, un coinquilino prezioso che l’aveva aiutata ad affrontare la quotidianità ma anche un confidente con il quale si era aperta, raccontandogli praticamente tutto di sé, compresi i suoi passati amori. Albert era un punto di riferimento, la sua roccia, colui che l’aveva aiutata a superare la separazione da Terence e la morte di Stair, ma era anche colui che le aveva chiesto di affrontare la vita insieme dividendo tutto, gioie e dolori. Che fine aveva dunque fatto quella promessa? Come poteva ora essere liquidata così con una semplice lettera di scuse per averle creato dei problemi e del denaro a risarcimento di quel “disturbo”?

Nel manga la nostalgia per Albert è visivamente ben rappresentata, Candy torna col pensiero alle giornate in cui vivevano uniti, sotto lo stesso tetto; giorni in cui si alzavano e facevano colazione insieme, nelle tazze che lei stessa aveva comprato con le loro rispettive iniziali, serate in cui si coricavano in pigiami identici nella stessa stanza, usando un letto a castello. La solitudine di Candy è palpabile in quelle illustrazioni e fa una gran tenerezza.


Anche nel romanzo Candy racconta di questo periodo doloroso in cui lei si è ritrovata di nuovo sola ad affrontare una vita che fino a poco tempo prima era condivisa con una persona che si era trasformata in un punto fermo per lei, occupando, senza che neanche se ne fosse accorta, un posto sempre più importante nel suo cuore. In Final Story rimprovera Albert per averla lasciata, per non avere tenuto fede alla promessa di condividere tutto, prendendo una decisione unilaterale che lei aveva dovuto subire senza poter controbattere, né tentare di dissuaderlo e che l’aveva lasciata nell’angoscia di non sapere che fine avesse fatto: “Con Albert ci eravamo ripromessi di condividere tutto, le cose brutte e le cose belle. Era stato proprio lui a propormelo. Io riuscivo a parlargli di qualsiasi cosa: di Terry, di Susanna….persino delle cose che non confessavo nemmeno ad Annie. Allo stesso modo, ero convinta che anche lui avrebbe condiviso con me ogni cosa, e invece….Ero davvero preoccupata che potesse essergli successa una disgrazia. Prima di andarsene, mi aveva lasciato un’ingente somma di denaro per scusarsi del “disturbo” che era convinto di avermi arrecato, ma quella era davvero l’ultima parola che avrei voluto utilizzasse. Inoltre, non sapevo da dove venissero tutti quei soldi. Quante notti insonni pervase dall’ansia di non sapere dove fosse. Quando ci siamo ritrovati, molti dubbi si sono sciolti in un attimo, ma ero comunque arrabbiata. Ricordo di averlo sgridato dicendo: “Per la preoccupazione mi è sembrato di invecchiare di colpo!”

Albert ha deciso di allontanarsi sia per Candy che per se stesso. Dopo che ha riacquistato la memoria ha dovuto riprendere i contatti con la famiglia e i suoi doveri come capo dell’azienda, ha resistito per un po’ perché non voleva lasciare l’intimità della vita accanto a Candy ma ad un certo punto non ha più potuto tenere i piedi in due scarpe, fingere con lei di non sapere chi fosse e contestualmente recarsi al lavoro ogni giorno in auto con autista e uomini di scorta, anche perché la cosa non sarebbe rimasta coperta, anzi, era effettivamente già stato scoperto dai vicini di casa e lui stesso additato come qualcuno che faceva affari sporchi con individui di dubbia reputazione ed onestà. Questa situazione era dunque diventata insostenibile per Albert e rischiava di compromettere Candy che dopo avere perso, sempre per via della loro convivenza, il lavoro all’ospedale, ora si trovava di fronte al pericolo di essere addirittura cacciata via dall’appartamento. Ed è appunto a questo che Albert si riferiva con la parola “disturbo” .

Ma Candy non si rassegna alla scomparsa di Albert e perciò decide di realizzare un suo ritratto da affiggere in giro per la città nella speranza che qualcuno possa identificarlo ed indicarle dove poterlo ritrovare, inutile dire che le doti di disegnatrice di Candy lasciano alquanto a desiderare, sarà invece il Dottor Martin a realizzare un ritratto verosimile da utilizzare allo scopo. In FS dice: “D’un tratto, volgo lo sguardo verso un ritratto che fa capolino dal portagioie. Non posso fare a meno di sorridere, e allungare una mano per prenderlo.  Si tratta del ritratto di Albert fatto dal dottor Martin. E’ stato eseguito quando il mio amico ha fatto improvvisamente perdere le sue tracce e ci siamo tutti messi a cercarlo. Avevo provato a disegnarne uno anch’io, ma era troppo infantile e non gli somigliava affatto.”



Ad un certo punto, nel manga accade un evento del tutto inaspettato, a Candy arrivano notizie di Albert, ma non perché qualcuno lo abbia riconosciuto nell’identikit realizzato dal Dottor Martin bensì perché Albert stesso decide di mettersi in contatto con Candy. Le manda un pacco e un biglietto. Nel pacco c’è un grazioso soprabito primaverile e nel biglietto un messaggio : “Ti penso sempre”. Dal timbro postale Candy realizza che la spedizione è stata inviata da una località chiamata Rockstown, una piccola città rurale di provincia sicuramente non lontana da Chicago ma nemmeno così vicina poiché la si raggiunge via treno comunque, manco a dirlo, Candy si precipita, quasi sicura di trovare Albert in quel luogo sconosciuto. 



Di Albert purtroppo nessuna traccia ma la città è piccola e quindi non è difficile per Candy notare l’insegna di un teatro viaggiante che sta rappresentando lì e che usa, per attrarre l’attenzione del pubblico, il nome del celebre ex attore di Broadway: “Terence Graham”. 
Candy non può ignorare quell’insegna, prende un biglietto ed entra nel tendone per assistere ad uno spettacolo che si rivelerà essere il più desolante che abbia mai visto. Terence fa il suo ingresso barcollante, a mala pena si regge in piedi poiché è completamente ubriaco e sembra faticare a ricordare le battute, il pubblico lo prende in giro, lo insulta. Davanti a quello spettacolo pietoso a Candy vengono le lacrime agli occhi, cerca di zittire la folla urlante e si dispera al pensiero che sia stata la loro separazione ad averlo portato a quel punto. 
Mentre tra il pubblico accade tutto questo, sul palco gli occhi di Terry si posano su Candy, la vista della ragazza in lacrime gli mostra il riflesso di se stesso e cioè di quanto in basso sia caduto. Non sa se credere alla presenza di Candy o se si tratti di un miraggio ma tanto basta per scuotersi, riprendere il sopito vigore, quello che in passato dava forza e spessore alla sua recitazione e Terry riesce così ad elevarsi al di sopra di quel misero palcoscenico tanto da fare intravedere a Candy di avere finalmente reagito. Candy, con il cuore, gli dice di tornare a Broadway e da Susanna e che solo sapendolo felice anche lei potrà esserlo, come se la felicità di Candy rispetto a Terry risieda nel saperlo felice e realizzato nella professione e con Susanna. 
Poi Candy lascia il teatro, senza guardarsi indietro, non si trattiene per parlargli anzi, una volta uscita, si rimette subito alla ricerca di Albert. Prima di proseguire però Candy viene fermata da Eleanor Baker, madre di Terence, che si trova nella medesima città per seguire suo figlio, c’è un breve confronto tra le due in cui Miss Baker dice a Candy di avere notato come la recitazione di Terry sia cambiata grazie alla sua presenza in mezzo al pubblico e che Terry deve averla notata altrimenti non si sarebbe mai riscosso.

Entrambe concordano sul fatto che ormai Terry si riprenderà e Candy nel manga dice di sapere che Terry ce la farà perché, pensa: “ti ho amato”, confessione che nel romanzo gli farà in un lettera non spedita. Sappiamo, poiché nel manga vediamo anche la versione di Terry della storia, che lui farà la cosa giusta, ritornerà al suo mondo, il mondo del teatro, a cui appartiene più che a chiunque altro. Terry in fondo non appartiene né a Candy né a Susanna ma al palcoscenico e lo ammetterà a se stesso dicendo che tornerà a Broadway e ricomincerà a recitare di nuovo perché sa che questo è il suo destino. 

Ora, a cosa serve l’episodio di Rockstown? A mio avviso serve ad entrambi i personaggi: a Terry perché esca dal baratro in cui è piombato, cosa che farà appunto grazie a Candy, ma serve anche a Candy, perché Candy non può essere completamente felice sapendo che questo ragazzo che ha amato e a cui vuole ancora bene come ancora vuole bene ad Anthony, brancola nella disperazione più nera, affogando se stesso nell’alcol e sprecando il proprio talento. 
Ma cosa c’entra Albert in tutto questo? Nel manga c’entra e molto anche perché è grazie a lui ,“deus ex machina” di quell’incontro, che i due ragazzi faranno finalmente i conti con la decisione che presero a New York, anche se non per tornare sui loro passi ma per confermare che alla fine la decisione era quella giusta e che da essa possono uscirne entrambi alla grande. 
Sul treno del ritorno Candy riflette sull’accaduto e sul fatto che pur essendo andata lì alla ricerca di Albert non lo ha trovato ma ha trovato invece Terry e si chiede se non sia stato proprio Albert ad averglielo voluto far incontrare. Il motivo per cui ciò è accaduto, se come è molto probabile, è stato un incontro da lui combinato, potrebbe essere che Albert abbia compreso che Candy non avrebbe potuto chiudere completamente con Terry se non lo avesse confrontato, se non avesse in qualche modo potuto cercare di aiutarlo a riprendersi la sua vita. Non ha nemmeno dovuto parlargli è bastata la sua sola presenza lì per ottenere il risultato ma alla fine di quella giornata entrambi sono sicuramente più sereni e fiduciosi del futuro. Oppure, come alcuni pensano, potrebbe essere che Albert abbia messo da parte i propri sentimenti per Candy e pensando di fare la sua felicità abbia voluto farli incontrare per aiutarli a rimettersi insieme, nel caso avessero voluto farlo, naturalmente, cosa questa che di fatto non accade, in quanto: sia il loro amore che la loro felicità reciproca sta nel tenere fede alla promessa fatta di mettersi da parte per il bene di un terzo, Susanna. In fondo nella frase : “ce la farai, lo so perché ti ho amato” è sintetizzato proprio questo concetto: solo essendo capaci di tenere fede alla promessa reciproca di raggiungere entrambi ma autonomamente la felicità, come si erano ripromessi quella sera a New York, possono dimostrarsi l’un l’altro che c’è stato un tempo in cui quel loro sentimento era vero, era reale e hanno potuto fare qualcosa l’una per l’altro in forza di quell’amore. 
Comunque sia non sapremo mai le vere motivazioni di Albert, perché poi il discorso Rockstown non verrà più affrontato ma, personalmente credo che, come lui stesso dice in quel biglietto, il pensiero fisso a Candy e alla sua felicità abbia fatto pensare ad Albert che cercare per lei Terry e farglielo incontrare avrebbe contribuito proprio a questo scopo e credo che di fatto ci sia riuscito perché Candy in una tavola successiva del manga, mentre sta facendo ritorno a Chicago constata che è stato bello incontrare Terry e che è stata felice di averlo anche solo rivisto.



L’episodio di Rockstown è molto importante ma è un po’ controverso poiché la linearità del modo in cui si svolge nel manga viene ridimensionata sia nelle “Novelle”, la cui prima edizione è quasi contemporanea al manga, che nell’evoluzione di queste, “Candy Candy Final Story”. 
Differenze importanti nella narrazione della vicenda si devono principalmente alla diversità nello stile narrativo adottato nel romanzo. Rockstown, nelle due versioni del romanzo, viene infatti raccontato nel terzo libro, quello dedicato alla parte epistolare quindi, mentre nel manga il racconto viene vissuto direttamente dai vari personaggi in una sequenza di eventi coerenti e logici : “Albert lascia la Magnolia, Candy si dispera ma poi riceve da Albert stesso l’input su dove potrebbe trovarsi, quindi si reca sul luogo dove, anziché trovare Albert, trova invece Terry ed incontra anche Eleanor Baker”, nel romanzo la vicenda è raccontata solo dalla prospettiva di Candy, manca totalmente quella di Terry, e sommariamente descritta per il tramite di lettere ad Eleanor e a Terry, con delle differenze perché mentre nelle novelle, l’episodio è solo brevemente accennato nella lettera ad Eleonor ma raccontato in quella non spedita a Terry, l’esatto opposto avviene in Final Story dove Rockstown è narrato solo nella lettera a Miss Baker.
Vediamone i vari punti.  Versione novelle - lettera a Terry, che Candy non spedirà:  “….Credo che Dio abbia voluto che ti trovassi per caso durante la rappresentazione di una compagnia sconosciuta. Era un giorno di inverno. Eri ubriaco e in uno stato terribile. Sono quasi saltata sul palco per colpirti forte e gridarti : “Riprenditi! Torna in te! Combatti! Avrei voluto farlo per te. Terry, potevi forse sentire la mia voce che mentalmente gridava, in quel momento? Perché ad un certo punto, nel bel mezzo della rappresentazione, ti sei riavuto e hai recitato con la passione …..che mettevi un tempo. Sei apparso come una persona diversa da quella che eri quando avevi iniziato; la tua recitazione si è fatta vigorosa. Non ho potuto trattenere le lacrime per l’emozione. E’ difficile descrivertelo.
“QUESTO sei tu. Questo è Terry!” ho mormorato con il pensiero.”

Versione di CCFS, lettera ad Eleanor Baker : 
È passato molto tempo da quando ci siamo parlate a Rockstown.
Ero arrivata in quella città per puro caso, durante la ricerca di un amico che era scomparso e a cui dovevo la vita. Non avrei mai pensato che Terry stesse recitando nel piccolo teatro di una cittadina di provincia, affiancando una compagnia di attori girovaghi… non riesco ad esprimere a parole la sorpresa e il dolore provati in quel momento. 
Sui giornali avevo letto che la recitazione di Terry si era fatta meno efficace, causandogli l'allontanamento dalla compagnia Teatrale Stratford. Tuttavia, non volevo crederci… Ho cercato di convincermi che si trattasse solo di dicerie.
Terry era finalmente lì, davanti ai miei occhi… Avrei voluto catapultarmi su quel palco misero e malridotto e, tra le lacrime, colpirlo forte al petto. Avrei voluto chiedergli a cosa fosse servita quella notte in cui siamo stati strappati l’uno all'altra. Ma non ne sono stata in grado. Forse, però, è avvenuto un miracolo e la voce del mio cuore è arrivata fino a lui. 
All'improvviso, infatti, è sembrato che la recitazione di Terry riprendesse vita, e per un istante ho visto risplendere in lui la luce di un tempo. In quel momento ho avuto la certezza che ce l'avrebbe fatta a risollevarsi.
Volevo tanto rivederlo… ma non in quel modo. ……….Uscita dal teatro, mi sono ritrovata confusa, senza sapere più cosa fare. In quel momento lei è venuta a parlarmi. E’ stata davvero gentile con me, nonostante ci fossimo incontrate una sola volta………. Il fatto che ci siamo incontrate in un posto simile mi ha fatto anche pensare che siamo sospinti da una forza misteriosa.

Dunque, secondo il romanzo, parrebbe che Candy imputasse ad una forza trascendente: Dio o una non meglio precisata “Forza Misteriosa”, il merito di averla condotta proprio in quel luogo. Quindi, mentre nel manga è Albert stesso ad indirizzarla a Rocktown, nel romanzo, Nagita “sembrerebbe” aver voluto escludere Albert come fautore dell’arrivo di Candy in quella città. 
Potrebbe essere che Nagita abbia preferito che Albert stesse fuori da tutto questo e non agisse insomma né da cupido, né intercedesse per alleviare il dolore di Candy? Si potrebbe, ma lo ha effettivamente fatto? Intanto, in merito al dolore di Candy rispetto a Terry, esso non è più da ritenersi dovuto ad un sentimento a quei tempi ancora esistente tra loro e quell’amore negato sull’altare del dovere verso Susanna, in obbedienza ad una promessa fatta, è già effettivamente superato in Candy, lasciando il posto, a mio avviso, ad un dolore molto diverso, quello che deriva a Candy dal dolore di Terry, dalla sua infelicità. E’ questo che la ferisce ed è per questo che quando intravede la possibilità per Terry di rinascere, Candy se ne va senza voltarsi indietro per proseguire con la propria missione, ossia ritrovare Albert. Possiamo anzi dire, che Rockstown rappresenti la terza separazione tra Candy e Terry. Pur tuttavia Albert, secondo questa diversa dimensione narrativa non interferirebbe, non si intrometterebbe in alcun modo. Certo, tutto ciò è legittimo, in fondo la storia è solo sua, di Nagita, e solo sua la scelta di come e perché Candy si rechi a Rockstown, anche immaginare quindi che siano forze soprannaturali a spingere Candy fin lì. Rimarrebbe però il fatto inspiegabile di come queste forze si sarebbero messe in moto per dirigere Candy verso la cittadina di Rockstown. Nel manga giustamente ci si è sentiti in dovere di giustificare la decisione di Candy di salire su quel treno diretto lì sulla scia di un indizio molto incisivo, il nome di quella località indicato dal timbro postale su un pacchetto indirizzato a lei. Certo, un timbro postale non ha la carica poetica ed emotiva di qualche forza occulta ma è sicuramente molto più verosimile. 
Ciò posto in tutta onestà non credo possibile che Nagita veramente volesse escludere Albert da quel ruolo di regista che, dietro le quinte, muove i fili affinché Candy possa confrontarsi con quanto sta succedendo lì, invece di lasciare che continui a tormentarsi nel dubbio non sapendo che fine abbia fatto Terry. Non è ingerenza, non significa avere voluto forzare Candy a fare qualcosa che non voleva, infatti Candy è perfettamente in grado di decidere se affrontare Terry, oppure no, se parlargli direttamente o lasciare che da solo si renda conto che è tempo ormai di smettere di autocommiserarsi per provare a riprendere in mano la propria vita, ed è proprio ciò che Candy vedrà accadere davanti ai suoi occhi, come Terry sia ancora in grado di reagire e di tornare ad essere un vero attore. Il caso però ha effettivamente operato in modo del tutto inaspettato poiché sicuramente nessuno, nemmeno Albert, poteva prevedere che anche Eleonor si trovasse in città. E’ l’incontro tra loro che Nagita ha voluto rendere fortuito dandole l’impressione che forze superiori fossero all’opera per farle incontrare. L’incontro con Eleanor è ulteriore rassicurazione per Candy che, senza più timore per Terry, può serenamente lasciarlo alle cure di sua madre oltre che alla propria, di Terry, capacità di ricominciare. 
Un particolare interessante però è che in Final Story diversamente dalle Novelle, Albert c’entra eccome con questa vicenda, viene cioè chiarito nella versione FS della lettera ad Eleanor, cosa che manca totalmente nelle Novelle, la ragione per la quale Candy si trovava a Rockstown: “Ero arrivata in quella città per puro caso, durante la ricerca di un amico che era scomparso e a cui dovevo la vita.” Candy non era tenuta a spiegare ad Eleanor il motivo per cui si trovava in quel luogo ma Nagita ha voluto precisarlo, ovviamente avremmo comunque saputo dal manga il motivo per cui era andata lì, ma averlo detto in quella lettera suona come se Candy abbia voluto sottolineare alla signora Baker esattamente questo: “…..non si illuda, diversamente da lei, non stavo seguendo Terry e anche se mi sono imbattuta in lui chi veramente volevo trovare era un’altra persona”.  
Il fatto comunque che Nagita abbia tolto il riferimento a Dio presente nella lettera a Terry spostando su quella ad Eleanor il riferimento a forze misteriose che le avrebbero fatte incontrare è anche sintomo che molto probabilmente è proprio all’incontro tra loro due, lei e Miss Baker, che Candy intende riferirsi quando allude al caso.
In merito alla lettera a Miss Baker nelle due versioni : novelle e Final Story, è interessante notare infine che pur avendole scritte, in entrambe le edizioni, per ringraziare la madre di Terence del biglietto inviatole per invitarla alla prima dell’Amleto, a riprova che da Rockstown Terence è uscito a testa alta, riprendendosi il proprio posto a Broadway, il tenore della risposta di Candy è piuttosto diverso, vediamo come, Novelle: 
“Le sono molto grata per il pensiero. Mi ha detto che gentilmente manderà un’auto a prendermi nella data stabilita. Ma non ci posso andare. Voglio vedere davvero la rappresentazione dove compare Terry. Ma allo stesso tempo non voglio. Se lo vedessi recitare, vorrei incontrarlo. Vorrei parlargli. Diversamente dalla rappresentazione di quel teatro di strada in quella città, finalmente potrei vedere Terry recitare. Ma ho deciso di rinunciare. C’è ancora il mio ricordo doloroso di New York. Non posso sorridere e dire che quel ricordo sia cambiato. Dopo  un po’ ……il tempo curerà tutto ciò. 
Mi dispiace, signorina Baker.
Per favore mi perdoni per la scortesia di mandarle indietro il biglietto di invito.

Final Story:
Tuttavia, mi trovo costretta a rifiutare il suo affettuoso invito, Miss Baker.
Vorrei tanto vederlo recitare, ma al tempo stesso ne ho paura.
Se assistessi alla rappresentazione, di certo avrei voglia di riabbracciarlo*.Lo aspetterei, per dirgli almeno una parola.
E poi c’è la promessa fatta a Susanna Marlowe. Le ho giurato che non ci saremmo mai più rivisti.
Credo che Terry sia perfetto per interpretare Amleto. Come preannuncia la critica, sarà di certo un grande successo.
La prego di perdonarmi, Miss Baker. Io apprezzo immensamente quello che ha fatto. Solo guardando questo invito mi sembra di poterlo vedere sul palco e di sentire le grida entusiastiche e gli infiniti applausi del pubblico. Conserverò questo biglietto come il più prezioso dei tesori.

Come possiamo vedere nella prima stesura, in modo anche piuttosto brusco Candy rifiuta categoricamente non solo di andare alla rappresentazione ma rimanda indietro il biglietto offerto dicendo che il ricordo di New York le brucia ancora, la fa ancora stare male, è evidente come qui Candy non abbia ancora elaborato e superato il suo dolore per la separazione anche se è consapevole che il tempo la guarirà da quella ferita.
In Final Story al contrario Candy ringrazia e dice che non andrà per più di una ragione ma conserverà come il più prezioso dei tesori quel biglietto. Come si può percepire Candy è serena, come lo era all’uscita dal tendone a Rockstown, e soprattutto come lo era dopo aver parlato con Miss Baker in quella occasione, anzi è ancora più serena e soprattutto è già andata oltre. Non c’è più nulla di doloroso, può tranquillamente far tesoro di quel biglietto perché esso è semplicemente la dimostrazione che Terry ha raggiunto il proprio equilibrio facendo ciò per cui è nato. Questo atteggiamento di Candy segna dopo Rockstown una definitiva chiusura nei confronti di Terry. In verità, in Final Story, Candy chiude con Terry diverse volte: la prima a New York, la seconda a Rocktown, la terza nella lettera ad Eleanor, la quarta in quella non spedita a Terry che la segue direttamente, con quel “ero innamorata di te” e poi con la chiusura definitiva del suo diario della Saint Paul School, di cui abbiamo parlato in un’altra occasione.___ 

*Nel testo originale di Final Story, Candy non parla di volerlo riabbracciare, ma di volerlo incontrare e parlargli
テリィの舞台は観たい……でも、観たくないのです観ればきっと、会いたくなります。会って、一言でも話したくなります。

Crediti per le immagini del manga a Yumiko Igarashi


venerdì 30 aprile 2021

LA LETTERA A VINCENT BROWN



Dopo avere trattato in un precedente articolo delle differenze tra le due versioni della lettera non spedita ad Anthony, vorrei ora provare a fare una lettura parallela tra Novelle e Final Story, di un’altra lettera presente nel romanzo di Candy: quella a Vincent Brown. 

Comparandole, non si può fare a meno di notare, di nuovo, come gli stili siano piuttosto differenti e pur dicendo quasi le stesse cose le due versioni lascino trasparire una sostanziale diversità nei toni: più scherzoso nella prima stesura (novelle) più pacato e maturo nella seconda (FS). 

In nessuna delle due trapela una vera e propria allegria, entrambe sono piuttosto serie e rispettose, Candy in fondo scrive ad una persona, Vincent Brown appunto, che conosce a malapena, avendolo incontrato solo in una circostanza, eppure, nelle novelle, non mancano i modi un po’ giocosi di una ragazza poco più che adolescente, probabilmente non ancora ventenne, quando per esempio scrive che vorrebbe con grande piacere raccontare a Mr Brown, capitano di lungo corso, di come lei abbia viaggiato da clandestina e magari consigliarlo su come prevenire l’imbarco di clandestini sulle navi: "una storia che dovrebbe assolutamente sentire!" dice, e sembra quasi di vederla strizzare l’occhio al capitano, con l’aria di chi la sa lunga sull’argomento, o come quando gli promette “una lunga lettera loquace” in allusione al fatto di essere una gran chiacchierona, anche per penna oltre che a voce. Il modo con cui la lettera si chiude è poi più diretto e sbrigativo nelle novelle, infatti Candy finisce con un: “le auguro buon viaggio!” là dove, in FS, il saluto finale è più maturo e sentito: “Prego per la sua salute e per la serenità del suo viaggio in mare.”

Insomma, è indubbio che in Final Story Candy sia diversa, ma diversa come? E’ semplicemente più adulta, più matura, un po’ meno la Candy birichina che conosciamo dal manga, sicuramente una ragazza nei suoi venti, venticinque anni. In questa versione spariscono completamente tanto i riferimenti al viaggio da clandestina quanto quelli alla sua loquacità, sostituiti dal racconto di come loro due si siano incontrati. Anche nelle novelle Candy dice di avere incontrato Mr Brown al funerale di Stair ma non approfondisce l’argomento mentre in FS si sofferma sull’occasione, descrivendola così: “Come sa, non mi è stato concesso di presenziare al funerale di Stair, ma mi sono comunque presentata, rimanendo fuori dalla chiesa. Non riesco a dimenticare la gioia provata nel ricevere il suo saluto in quell'occasione…”, ma non solo, si percepisce anche la nota dolorosa del non aver potuto presenziare ad un altro funerale, occasione mancata allora per incontrare Mr Brown, il funerale di suo figlio Anthony: “mi ero sempre chiesta che tipo fosse il padre di Anthony. Purtroppo, non mi è stato permesso di assistere nemmeno al funerale di suo figlio, ed è forse per questo che, ancora oggi, mi risulta a volte impossibile credere che Anthony e Stair ci abbiano davvero lasciato.”

Qui Candy fa una considerazione importante, profonda a mio avviso, constata come non aver potuto presenziare al funerale di Anthony e l’essere stata esclusa anche da quello di Stair, benché in quel caso si fosse ugualmente presentata, le abbia in un certo senso impedito di dire addio ai due ragazzi, cosa che poi le ha reso quasi impossibile accettarne la morte, come se non avesse potuto piangerli e quindi elaborare il lutto.

In Final Story poi, nella sua lettera, Candy decide di condividere con il capitano Brown il racconto di come, durante le sue visite alle residenze degli Ardlay di Chicago e Lakewood, abbia avuto modo di “fare la conoscenza” di Rosemary, moglie di Vincent e madre di Anthony, dialogando con i ritratti di lei e citando la somiglianza non solo tra Rosemary ed Anthony ma anche tra lei e William Albert. In questa lettera dunque ci sono due riferimenti che non troviamo affatto nella versione novelle della medesima ma li troviamo invece nella lettera non spedita ad Anthony versione Final Story: uno è relativo appunto al ritratto di Rosemary che anche nella lettera ad Anthony viene citato da Candy: “A Lakewood sono entrata nella sala commemorativa degli Ardlay e lì ho potuto ammirare i tanti ritratti dei predecessori della famiglia. Il dipinto che ritrae la signora Rosemary è il più bello che abbia mai visto.”, l’altro è il riferimento alla somiglianza tra Albert, Anthony e Rosemary: “Se tu avessi incontrato questa persona (Albert), forse avresti rivisto in lui la signora Rosemary, tua mamma…..ti ricordi quando ti parlavo del Principe della Collina, e ti dicevo di quanto ti somigliasse?....”, tutto questo viene dunque ripreso anche nella versione FS della lettera a Mr Brown, infatti….: “Ultimamente, sia nella residenza principale degli Ardlay sia a Lakewood, ho avuto diverse occasioni di dialogare con tranquillità con il ritratto della signora Rosemary, la madre di Anthony. Sono rimasti così tanti quadri che la ritraggono! Uso il termine dialogare perché si avvicina molto di più alla realtà, rispetto al semplice ammirare quei dipinti.” *  E poi……: “Ogni volta resto colpita dalla somiglianza che c'era tra madre e figlio, così come mi stupisce la somiglianza con il fratello minore della signora, il signor William Albert. Mi hanno detto che erano un fratello e una sorella molto uniti.”

Altro aspetto che accomuna la versione FS della lettera ad Anthony e quella a Mr Brown è poi il chiaro riferimento al fatto che Albert abbia raccontato a Candy del legame indissolubile tra Rosemary e Vincent, un legame che poi si è riflesso anche su Albert stesso al punto da fargli riconoscere in Vincent il ruolo di quel fratello maggiore che non aveva mai avuto: 

“Il prozio William Albert mi parla spesso di lei con grande rispetto, signor Brown, come se fosse un fratello maggiore. Mi racconta dei momenti vissuti insieme con grande nostalgia.” scrive Candy nella lettera al Capitano ma qualcosa di analogo racconta anche nella lettera ad Anthony: “(Albert)……mi ha raccontato nei dettagli del matrimonio tra sua sorella Rosemary e tuo padre, il signor Vincent Brown” 

C’è però un punto molto interessante che segna una profonda differenza tra le due versioni della lettera al Capitano, mi riferisco all’invito a lui rivolto da Candy affinché quando sbarcherà e prima che riparta per un nuovo viaggio la vada a trovare, ecco cosa dice Candy nelle novelle: “….La prossima volta, voglio assolutamente vederla in un’occasione felice. Inoltre, quando ritornerà e prima che riparta per un altro lungo viaggio, per favore venga una volta alla Casa di Pony a farci visita.”**

Candy invita Mr Brown a trovarla alla Casa di Pony, luogo in cui la ragazza è tornata a vivere dopo la scoperta che Albert è il prozio William. Candy invita il capitano a trovarla nell’unico luogo che lei può chiamare casa; molto diverso invece è lo stesso passo nella lettera di Final Story, dove Candy dice: “Spero di cuore che verrà a trovarci alla residenza di Chicago e sarei davvero felice un giorno, durante la stagione delle rose, di varcare insieme il Cancello delle Rose di Lakewood. Avrei tante cose di cui parlarle!” In Final Story dunque, Candy invita Vincent alla residenza degli Ardlay, non alla casa di Pony; perché questo cambiamento? Cosa significa? Perché Nagita ha voluto cambiare le cose? Questo potrebbe essere un particolare insignificante ad una lettura superficiale, ma non lo è, poiché in questa nuova stesura Nagita fa agire Candy come se lei si sentisse titolata ad invitare nella magione principale degli Ardlay un ospite per lei molto gradito e molto gradito anche ad Albert: “Spero di cuore che verrà a trovarci alla residenza di Chicago” , parla quindi a nome di entrambi, come fosse lei la signora della casa. 

Sappiamo che Albert ha fatto allestire una camera personale per Candy, che ha provveduto ad arredare personalmente, affinché lei non dovesse mai sentirsi un ospite in quella casa, anzi al contrario, persona della famiglia. Ora, qualcuno potrebbe dire che Candy è persona di famiglia, essendo la figlia adottiva degli Ardlay, di cui porta già il cognome, ma è anche vero che il prozio William, non ha mai fatto preparare in passato appartamenti privati per lei. Verosimilmente, le rare volte in cui Candy si è recata a Chicago avrà soggiornato nella camera degli ospiti. E’ un regalo recente quello creato apposta per lei da Albert, con il “frutto delle sue lacrime e del suo sudore” per dirla con lui! Un ambiente personalizzato in cui la ragazza possa sentirsi sempre a casa; ritengo che questo sia espressione di ben altri sentimenti da parte di William Albert, che non quelli di affetto paterno. Sentimento di amore romantico, che gli ha fatto creare un luogo nella propria casa dove Candy stessa si possa sentire a casa ed in cui Candy si senta libera di invitare ospiti a nome della famiglia, a nome di William Albert, stesso. Certo non abbiamo conferme, ma questi cambiamenti importanti e tra tutti, proprio il cambiamento nell’invito a Vincent Brown, mi portano a credere che Candy sia già assurta al ruolo di fidanzata di William Albert e sono anche incline a pensare che tra i regali di compleanno che si trovavano sul tavolo della sua nuova camera verde menta vi sia anche un certo cofanetto portagioie che è passato a diverse generazioni di donne nella famiglia e che spetta ora di diritto alla futura signora Ardlay.

 

* Candy, stando a quanto scritto in FS, è stata solo due volte a Lakewood dopo averla lasciata in seguito alla morte di Anthony: per la commemorazione di Stair, a guerra finita (quindi in seguito all'11.11. 1918) e grazie alla gita con Albert, quando lui le apre per la prima volta la sala commemorativa degli Ardlay e lei può vedere i ritratti di Rosemary. Il fatto che dica al signor Brown "ultimamente, sia nella residenza principale degli Ardlay sia a Lakewood, ho avuto diverse occasioni di dialogare con tranquillità con i ritratti di Rosemary" è indicativa del fatto che questa lettera segue la gita a Lakewood con Albert. 

** È piuttosto improbabile che Candy, che ha dovuto avere il permesso dalla Prozia per poter partecipare al funerale di Stair, si possa prendere  la libertà nel Natale del 1918 di invitare a suo nome e a quello di Albert Vincent Brown, persona malvista dalla Prozia, proprio nella residenza principale degli Ardlay a Chicago. Anche questo è indicativo del fatto che questa lettera, molto probabilmente, è successiva agli altri avvenimenti narrati nel romanzo.

Credits all'immagine: Yumiko Igarashi

giovedì 18 febbraio 2021

Lettera ad Anthony Brown tra Novelle e Final Story



Se paragoniamo la lettera non spedita ad Anthony della prima edizione del romanzo di Candy “Novelle” con la versione presente in Candy Candy Final Story, notiamo sostanziali differenze che ci portano a chiedere se ci sia una ragione specifica all’origine di questo cambiamento.

Il primo particolare che balza all’occhio è la collocazione della lettera. Ricordiamo intanto che nelle “Novelle”, sia nell’edizione degli anni 70 che nella ristampa degli anni 90, il romanzo era articolato su tre volumi e la Lettera ad Anthony si collocava nel terzo, quello dedicato alla corrispondenza di Candy. In realtà, anche se Final Story è diviso in soli 2 libri, conserva inalterata la tripartizione del romanzo e dedica anch’esso alla corrispondenza da e per Candy la terza ed ultima parte del racconto, quindi è nella terza parte di FS che troviamo la lettera ad Anthony Brown. Tuttavia, mentre nelle prime versioni si trovava nel capitolo 6 ed era la prima del gruppo definito “lettere mai spedite”, cui facevano seguito nell’ordine: la lettera a Stair, quella di Susanna a Candy e di Candy a Susanna, la lettera a Terence e la lettera di Candy ai suoi genitori, in Final Story quella ad Anthony rappresenta l’ultima di una sezione del tutto nuova, inesistente nelle precedenti stesure e che ospita oltre alla lettera ad Anthony, solo la corrispondenza tra Candy ed Albert: l’EPILOGO.

Per quanto riguarda il tono del messaggio, nella sua prima versione, è impossibile non notare quanto esso sia leggero e scherzoso. Candy sembra comunicare con una persona lontana più che con un defunto, facendogli tutta una serie di domande retoriche del tipo: Cosa stai facendo? Fioriranno le rose in Paradiso? Hai incontrato Stair? Puoi fingere di non sapere chi è veramente il prozio, visto che ci tengo a dirtelo io? Ci sono regole severe in Paradiso? Cose così, che fanno sorridere ma soprattutto rimandano ad una specie di dialogo tra lei ed Anthony alquanto fanciullesco e proprio di una Candy giovanissima, una ragazzina insomma, come se dalla morte di Anthony a quel momento non fossero passati più di tre o quattro anni. Ed in effetti ricordiamo che quelle prime stesure del romanzo uscirono se non in contemporanea sicuramente a stretto giro di posta con l’uscita del manga, per cui la Candy di quelle pagine e nello specifico di quella lettera è la stessa del manga, che nel finale appunto è ancora adolescente anche se prossima a diventare donna. Ciò era dovuto alla serializzazione del manga sulla rivista Nakayoshi, che pubblicava Shoujio, ossia fumetti, il cui target erano bambine in età scolare ed adolescenti, massimo 18enni, logico quindi che da quei libri emergesse una Candy che assomigliava in tutto e per tutto alle ragazzine cui era destinata la sua storia. Proprio per ammissione della stessa autrice fu appunto questo il limite del manga e del romanzo di Candy di quegli anni, superato solo molto più tardi con CCFS, un romanzo che si rivolge invece, dopo quarant’anni, a quelle stesse bambine ormai cresciute, come la stessa Candy, del resto, ormai diversa e più matura di quella di allora. 
I tempi del romanzo dunque si dilatano, volutamente, per cui quando Candy scrive quella lettera in FS è sicuramente una donna nei suoi vent’anni. Il tono è più serio e posato, più malinconico ma soprattutto e questa è la fondamentale differenza tra le due versioni, la nuova lettera serve a dare chiusura e completezza alla narrazione. Questo fine si percepisce piuttosto chiaramente non solo dal cambio di registro ma anche dalla posizione in chiusura all’epilogo della lettera e naturalmente dal contenuto che differisce in modo sostanziale dalla precedente versione.

Nell’incipit è subito evidente la diversità del tono, il contenuto del discorso è quasi uguale, Candy chiede ad Anthony se ha già incontrato Stair, suo cugino, deceduto a sua volta in circostanze altrettanto drammatiche, ma è da notare come si pone Candy rispetto a questo:

Nelle novelle:

“Caro Anthony Brown,
Anthony, cosa stai facendo in questo momento?
Sono sicura che le rose stiano fiorendo persino in paradiso. 
Sei con Stair adesso? Devi esserti precipitato al suo fianco, sentendoti molto solo lì.

In Final Story:

Caro Anthony,
Penso così spesso a te, ma fino ad oggi non sono riuscita mai a scriverti. La prima lettera per te posso scriverla solo nel mio cuore…E’ una cosa molto triste.
Di certo hai già incontrato Stair e anche la tua mamma.

Come si può vedere, nella prima, la tonalità è tutto sommato scherzosa. Candy chiede ad Anthony cosa stia facendo….e Candy non sembra avere alcuna difficoltà a rapportarsi a lui, fa della lettera un’occasione di gioia come se né lui né Stair siano veramente morti. Nella seconda versione, d’altro canto, al tono pacato dell’incipit Candy aggiunge una nota dolorosa: “penso sempre a te, ma fino ad oggi non sono riuscita a scriverti.” Candy soffre ancora profondamente per la morte del giovane e benché senta il bisogno di parlare con lui non è mai riuscita, fino ad allora, a farlo. Era come bloccata ed è triste per lei constatare che l’unica lettera che ha mai scritto ad Anthony e che mai gli scriverà lo può fare solo rivolgendola a se stessa perché Anthony non potrà mai materialmente ricevere il messaggio.
Noi conosciamo il perché dell’incapacità di Candy di scrivere ad Anthony e come ha superato questo blocco che le ha consentito di farlo. Può scrivergli, anche se solo nel proprio cuore, da quando ha condiviso con Albert il ricordo di Anthony a Lakewood, sul luogo della caccia alla volpe, come apprendiamo se leggiamo l’ultima lettera ad Albert, quella che precede proprio questa ad Anthony. 


Lettera ad Anthony in FS:

Sai, Anthony, sono andata a Lakewood. Indovina con chi? 

Che è andata a Lakewood lo dice anche nella versione Novelle ma non ci viene detto che ci sia andata con qualcuno potrebbe essere andata anche da sola.

Lettera novelle:

Sai, l’altro giorno sono andata a Lakewood.

La differenza però è importante ai fini della comprensione. Candy è stata a Lakewood insieme ad Albert, quel chi della domanda è lui infatti. E perché è importante, perché in quella circostanza i due si sono trovati a condividere e a superare il dolore per la perdita di Anthony e soprattutto il comune senso di colpa che condividevano rispetto ad essa. Albert si era sentito colpevole per avere organizzato la caccia alla volpe e Candy si sentiva responsabile perché era stato per lei, per presentarla alla famiglia Ardlay come nuova figlia adottiva, che il prozio, Albert appunto, aveva indetto la caccia alla volpe. 
Solo grazie al fatto che, durante quella gita, Albert e Candy abbiano superato insieme quella prova, rende ora possibile per Candy trovare la forza di scrivere ad Anthony. Di questa gita a Lakewood, apprendiamo guarda caso nella lettera che precede quella ad Anthony, l’ultima che Candy scrive ad Albert.
Le due lettere poi proseguono entrambe con il racconto di Candy ad Anthony di come lei ha scoperto che Albert è sia il prozio William che il Principe della Collina ma, là dove nella versione novelle la narrazione è più distaccata, un semplice resoconto di come Albert fingesse di essere un vagabondo e di come avesse salvato Candy alla cascata e che volendo lui restare defilato ed incognito Candy avesse deciso di non rivelare ad Anthony nulla di tutto ciò, a quel tempo, in FS la lettera diventa più intima e carica descrizioni fisiche di Albert. Il colore dei capelli, il colore degli occhi, nel dettaglio, in un ripetuto gioco delle somiglianza tra Albert ed Anthony. Impossibile tra l’altro non percepire l’affetto con cui Candy descrive minuziosamente le tonalità di colore dei capelli di Albert e toccante il punto in cui più avanti Candy si interroga su come sarebbe stato Anthony da adulto:

“Anche tu eri così, Anthony: dolce e forte allo stesso tempo. Se fossi ancora vivo, chissà che tipo di uomo saresti diventato.”

E’ un po’ come se Candy attraverso queste somiglianze che l’hanno a lungo confusa durante la sua vita abbia compensato alternativamente la mancanza dell’uno o dell’altro. Mi spiego meglio: per via della somiglianza tra Anthony e Albert (Principe della Collina) Candy ha vissuto l’amore per l’Albert adolescente attraverso Anthony e poi rivedendo in Albert come avrebbe potuto essere Anthony diventato adulto, vive con Albert ciò che non ha potuto vivere con Anthony, l’amore maturo.
Nella lettera delle novelle poi Candy racconta tutta la faccenda della incredibile passione che Neal aveva sviluppato per lei, confessando ad Anthony quanto tutto ciò l’avesse confusa e destabilizzata. Questa parte manca totalmente nella nuova versione dove invece viene introdotto un tema molto più significativo e toccante e chiaramente più maturo: il racconto della scelta di Rosemary, madre di Anthony, di sposare Vincent Brown, nonostante appartenesse ad uno status sociale inferiore al suo e di come lei avesse imposto la propria volontà di sposare l’uomo che amava anche contro il volere della famiglia, il tutto riassunto in quella frase che poi Candy farà propria:”

“La signora Rosemary ha detto loro che la felicità non dipende dai soldi o dal prestigio sociale, ma dalla possibilità di vivere con la persona che si ama. Se erano decisi a impedirglielo, era pronta a rinnegare in qualsiasi momento il cognome degli Ardlay.”

 La storia di Rosemary e Vincent che Candy racconta ad Anthony l’ha appresa da Albert. E’ lui che ne ha messo Candy al corrente e secondo me qui c’è da parte di Albert un specie di dichiarazione di intenti, come volesse dire a Candy che come sua sorella aveva saputo sfidare le convenzioni e la famiglia per amore, altrettanto sarebbe stato disposto a fare lui, consapevole che resistenze da parte della famiglia e della società avrebbero facilmente potuto esservene per via dell’estrazione sociale di Candy e del fatto che Albert ne era il tutore legale.
La lettera versione Novelle prosegue poi alludendo a tutte le volte che Albert la va a trovare alla casa di Pony, dove Candy è andata a vivere dopo la rivelazione del prozio, ed anche qui la versione FS differisce profondamente non solo per il sottinteso richiamo al fatto che dopo Anthony Candy ha saputo amare di nuovo, ciò manca totalmente nella prima versione, con l’allusione anonima a quel ragazzo conosciuto a Londra che le ha insegnato che l’amore ha molte forme ma soprattutto per l’insegnamento appreso da lui che non possiamo più riavere coloro che perdiamo (coloro che muoiono) e non solo, Candy, attraverso l’esperienza avuta proprio con quel medesimo ragazzo, “Terence”, ha inoltre imparato che la vita può dividere in modo assoluto, tanto quanto la morte, poiché a volte ci sono circostanze che non permettono a due persone di stare insieme, benché entrambe in vita.

“In ogni caso, grazie a questo ragazzo ho scoperto che l’amore ha svariate forme e che ci sono cose che, una volta perse, non possiamo più riavere. Non possiamo più incontrare chi ha lasciato questo mondo….E’ una realtà talmente ovvia, ma io non riuscivo ad accettarla. Ora invece…so che anche quando si è vivi, ci sono circostanze in cui il destino non permette a due persone di stare insieme.”

Ma attenzione, il motivo dominante nella storia di Candy, la resilienza e quindi la capacità di accettazione completa del destino, con le sue luci ed ombre, torna in pieno nel finale di questa versione della lettera poiché la speranza non muore, per essa c’è sempre spazio e Candy ci fa sapere di volere guardare al suo futuro con fiducia anche se non sa ancora cosa la luce dell’alba le porterà.
Come nessuno di noi può sapere cosa il nuovo giorno ci porterà ma deve sapere accettare quello che viene in modo sempre positivo, così fa Candy, che rivela tutta sua forza in questo finale della lettera:

 “qualsiasi destino mi attenda, sono ansiosa di affrontarlo.”

Quindi, perché Nagita ha cambiato questa lettera? Sicuramente per renderla la lettera di una donna più matura e risoluta che non la ragazzina della prima stesura, ma anche per utilizzare questo strumento, la lettere non spedita ad Anthony Brown, per toccare il tema dei tre amori di Candy, tutti e tre presenti nel testo della lettera e per chiudere con il messaggio positivo di fiducia nel futuro verso cui, come sempre nella storia Candy, lei è proiettata, e per farci inoltre capire che ormai non ha più paura di nulla e saprà accettare il suo futuro, un futuro tutto davanti a lei. Candy dice infatti di volere diventare una persona di cui Anthony potrebbe esser fiero un giorno, quando si ritroveranno nell’aldilà, quindi la Candy che scrive è sì più grande della Candy della stesura Novelle ma è ancora una giovane donna fiduciosa in un futuro alla cui costruzione si impegnerà perché chi le sta accanto sia fiero di lei. 

Un particolare che invece personalmente amo molto nella versione novelle è questo:

"Il prato dove tu sei caduto da cavallo è diventato un mare di rose selvatiche. Il Prozio William in persona le ha piantate li."

Dunque nella precedente stesura del romanzo e proprio nella lettera ad Anthony, il luogo della tragedia è diventato celebrazione della vita di Anthony, una vita dedicata alla coltivazione delle sue amate rose, così lo zio William Albert ha deciso lui stesso di coltivare lì, in quel luogo di memoria le rose selvatiche in omaggio al suo sfortunato nipote, morto a soli quindici anni.  Io lo trovo molto bello.